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 2 - La Frenata 
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Messaggio 2 - La Frenata
Frenare prima, frenare meglio

Passiamo ora alla staccata. Quando non si è esperti, il primo consiglio è di anticiparla per imparare con calma la tecnica. Solo in seguito ci si può spingere sempre più avanti come fanno i campioni

DI TUTTE le azioni che il pilota compie in pista, la frenata è probabilmente quella più complicata.
Sbaglia, infatti, chi pensa che una buona frenata si riduca semplicemente ad attaccarsi il più tardi possibile e il più forte possibile alla leva del freno. Chi agisce in questo modo, senza avere la più pallida idea della corretta tecnica di frenata, di solito si riduce a correre grandi rischi, a prendersi grandi spaventi e grandi delusioni cronometriche, oltre a meritarsi molti improperi per la condotta di guida pericolosa per se e per gli altri utenti della pista.
La frenata è una manovra complicata, che in pochi secondi (da due a quattro generalmente) deve ridurre sensibilmente la velocità della moto permettendoci allo stesso tempo di avere la più ampia possibilità di manovra al momento dell'inserimento. In pratica possiamo considerarla il primo anello della "catena" di una buona guida. Se sbagliamo la frenata, commetteremo di conseguenza altri errori in inserimento e percorrenza della curva.



Una lunga catena di azioni difficili

GIÀ parlando della posizione di guida, abbiamo accennato a come il pilota deve approcciare la frenata. Si arriva dal rettilineo con il casco appoggiato sul serbatoio, le braccia e le gambe aderenti al serbatoio, e il sedere seduto indietro sulla sella per migliorare la penetrazione aerodinamica.
Il gas è completamente spalancato, sempre alla ricerca della massima accelerazione e il contagiri vicino alla zona rossa.
Quando il pilota arriva nel punto che lui considera appropriato per iniziare a frenare, deve compiere, contemporaneamente queste azioni: mollare completamente il gas, spingere il busto in alto e in avanti per aderire al serbatoio (servendosi della spinta delle gambe sulle pedane) e spingere fortissimo con le braccia sui semimanubri. Dopo aver portato il busto in alto, si stringono le ginocchia sul serbatoio.
Quindi, ricapitolando: spingi (le gambe) spingi (le braccia) (stringi le ginocchia). Spingi, spingi, stringi! Un ritornello che nella testa del pilota deve ripetersi ad ogni staccata. Con questo tipo di azioni, da effettuarsi in tempi brevissimi, senza aver ancora toccato i freni, abbiamo effettuato manovre preventive per evitare due problemi che normalmente insorgono in frenata: l'eccessivo trasferimento di carico sull'avantreno e lo scodinzolamento del retrotreno.
Spingendo contemporaneamente con braccia e gambe, infatti, il corpo del pilota diventa una specie di "saldatura" che impedirà, la rotazione relativa del telaio sul fulcro del cannotto di sterzo quando inizieremo a frenare e la ruota posteriore perderà parte del suo grip con l'asfalto.

Dopo la preparazione inizia la frenata

DOPO lo "spingi, spingi, stringi", inizia la frenata vera e propria. Una frenata ben fatta, su una moto di serie, può essere idealmente suddivisa in tre fasi: tocco leggero, frenata decisa, rilascio del freno. Ma queste tre fasi devono essere applicate alla leva anteriore senza soluzione di continuità, cioè devono essere legate una all'altra senza indecisioni e/o interruzioni.
Il tocco leggero iniziale serve a "precaricare" le sospensioni, ad evitare cioè l'affondamento repentino nella loro prima fase di escursione, laddove di solito sono tarate per offrire un minimo di comfort.
Subito dopo il primo tocco morbido, le due dita deputate alla frenata tirano forte la leva, sempre curando che il gas sia perfettamente chiuso, spingendo in avanti la manopola con il pollice, il palmo della mano l'anulare e il mignolo.
La forza della frenata deve essere applicata alla leva esclusivamente dalle dita che usiamo per tirarla. Tantissimi motociclisti, invece, hanno la brutta abitudine di usare anche una leggera rotazione del polso per aiutare la presa sulla leva, e questo inevitabilmente provoca un'apertura del gas. La conseguenza di questa errata manovra sono frenate che si allungano inspiegabilmente e moto che successivamente non ne vogliono sapere di entrare in curva-Durante la fase di frenata "decisa", mentre le braccia continuano a spingere fortissimo sui semimanubri per opporsi allo spostamento in avanti del peso del corpo, il pilota deve effettuare anche una rapidissima scalata. Oggi quasi tutte le sportive hanno la frizione con sistema antisaltellamento, quindi si possono buttare dentro le marce necessario alla scalata senza paura, tutte insieme, mollando la frizione quando la staccata sta arrivando a conclusione. Se provate a fare così con una moto senza antisaltellamento vi ritroverete catapultati in aria in men che non si dica-In questo caso le marce meglio scalarle una ad una e, quando avete finito, rilasciare la frizione con dolcezza, pronti ad usare le dita della mano sinistra al posto dell'antisaltellamento. Come? Semplice: se rilasciando la leva progressivamente la sentite indurirsi, e avvertite scomporsi il posteriore, tiratela leggermente (ma non completamente) e lasciate le dita in quella posizione per tutta la percorrenza della curva, come hanno fatto per anni tutti i piloti di Supermotard (prima dell'avvento anche per loro dell'antisaltellamento) per evitare di ribaltarsi in inserimento durante le loro spettacolari derapate.



Occhio a come si lavora in curva

FINITO di scalare le marce, arriva il momento del rilascio progressivo della leva del freno. I piloti più forti
sono in grado di "accompagnare" la moto durante la percorrenza della curva con la leva ancora in mano, non completamente rilasciata. I professionisti, che oltre ad una esperienza nettamente superiore, hanno moto diverse dalla nostre, gomme migliori, sospensioni al top, sono in grado addirittura di far coincidere il momento del rilascio del freno con il raggiungimento del punto di corda. Usano il rilascio del freno, in pratica, come primo "colpo di acceleratore" in vista dell'uscita di curva. Questo succede perché, dopo aver imparato bene la tecnica di frenata, per migliorare non rimane altro da fare che spostare sempre più avanti il punto di inizio, e conseguentemente il punto di fine della manovra. Questo tipo di frenata è più rischiosa {basta un avvallamento perché l'anteriore si chiuda), più faticosa (perché finché non si molla la leva la moto oppone resistenza alla discesa in piega) e soprattutto inutile per chi non ha la necessaria velocità di percorrenza. I piloti al top sono "costretti" a fare così perché entrano tortissimo e quindi devono usare anche gli ultimi centimetri di curva per continuare a decelerare... Comunque anche loro sanno bene che si -->



--> può entrare con il freno ancora in mano, ma che mai e poi mai con la moto in piega si può passare dall'azione di rilascio progressivo della leva a quella di "tiro".
Il freno posteriore incide poco in quanto a potere decelerante, tanto che molti piloti non lo usano mai in pista. Però, se siete abituati ad usarlo, può essere molto utile come "strumento di guida". Ad esempio, se siete entrati troppo forte in curva e la moto fa fatica a raggiungere la corda, un tocco ben calibrato su freno posteriore la riporta facilmente sulla traiettoria migliore.

Gli errori tipici del principiante

LA FRENATA è probabilmente la fase di guida in cui si vede di più l'esperienza del pilota. Il novellino commette infatti una serie di errori ben definiti. Il primo, inevitabile, è quello di frenare troppo presto. Il secondo, molto più limitante, è quello di far durare la frenata all'infinito, perché dopo una violenta pinzata iniziale, che di solito scompone la moto, il pilota si spaventa, molla istintivamente la leva e da quel momento anziché frenare sta semplicemente decelerando, spaventatissimo e in attesa che la moto imbizzarrita ritorni in assetto, non può far altro che aspettare...
Al fatale errore iniziale (pinzata violenta senza spingere con braccia e gambe), si aggiunge il panico: lo sguardo fissa impietrito lo spazio di fuga e ci si dimentica di scalare le marce. La conseguenza è che spesso si finisce nello spazio di fuga pur a velocità ridottissima, per due motivi: il primo è che, come spiegheremo meglio nelle prossime puntate, "la moto va dove guarda il pilota". Il secondo è che se non scaliamo, è come avere dieci persone che ci spingono verso l'esterno della curva.
Lo sguardo puntato verso il punto di corda fin dal momento in cui inizia la frenata e il motore bene in tiro fa gas chiuso) per effetto della scalata, sono due segreti essenziali per una buona staccata!



Clicca QUI la Guida Continuaaaa........e adessoooo L'INSERIMENTO in CURVAAAAAAA


mer apr 06, 2011 10:17 pm
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