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 4 - La Curva 
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Messaggio 4 - La Curva
Vietato perdere troppo tempo ne la piega

Aprite il gas prima del punto di corda? vuoi dire che siete entrati troppo piano... e che andrete a completare la piega dove invece gli altri accelerano!

DUNQUE, se la vostra lettura vi ha portati fin qui, sapete già come si sta in sella, come si frena, e come si inserisce la moto in curva. Ma non pensiate che una volta mollato il freno ed indirizzata la moto in traiettoria con la spinta sul semimanubrio (mentre le gambe continuano a sostenere il peso del corpo), il i lavoro sia finito...
C'è tutta la fase della percorrenza di curva a tenere occupata la mente e il corpo del pilota. U efficacia della percorrenza, fase in cui si completa appunto il lavoro del "curvare", in termini di tempi sul giro, è strettamente legata a quanto si è fatto di buono o di sbagliato durante la frenata e durante l'inserimento.



Piegare il meno possibile per meno tempo possibile

PER LAVORARE bene in percorrenza, il pilota deve innanzi tutto convincersi di una cosa molto importante: la "curva" è un fastidio, una situazione di guida che deve durare il minor tempo possibile, perché i risultati cronometrici si ottengono nel rettilineo, quando il gas è aperto. Tutto il tempo passato in curva, a gas chiuso, è tempo perso, Per questo il pilota veloce conosce a memoria una legge importante della guida sportiva, che recita così: "In pista, per girare forte, bisogna piegare il meno possibile e per il minor tempo possibile". Oppure, se la volete leggere dalla parte opposta, potremmo dire "Più tempo passo con il gas aperto, meglio è". Un'altra legge importante, sicuramente meno nota della precedente, è questa: "Mentre si piega, non si accelera, e viceversa". So già che molti di voi, leggendo le due righe sovrastanti sono stati morsi da una tarantola: «Ma cosa dice? - vi sarete domandati - lo apro sempre il gas appena sceso in piega!».
Male, anzi, MALISSIMO!!!
Se escludiamo tutti i casi particolari, come ad esempio i curvoni veloci (diciamo quelli che si fanno -->



--> dalla quarta marcia in su), mentre si scende in piega mai e poi mai si deve aprire il gas.
Ma sicuramente a molti di voi viene sempre istintivo farlo. Sapete perché?
La risposta è semplice: se entrando in curva vi viene voglia di aprire il gas, vuoi dire che non avete la velocità necessaria per sostenere la piega che volete realizzare (in parole povere, siete entrati troppo piano in curva), e allora istintivamente date gas, per aumentare la velocità e ottenere la necessaria stabilità, innescando immediatamente una lunga serie di errori di guida che porteranno a due conclusioni: risultati cronometrici impietosi alla fine de! giro e aumento delle possibilità di farsi male.
Purtroppo, o per fortuna, questo tipo di errore negli ultimi dieci anni viene sempre di più "coperto" dalle incredibili caratteristiche di tenuta dei pneumatici racing. Purtroppo perché è proprio per colpa delle gomme super performanti che molti motociclisti non riescono a migliorare le loro capacità di guida. Per fortuna perché non avete idea di quante cadute "certe"vengono ogni giorno scongiurate dal grip esagerato delle gomme moderne...

La curva finisce dovesi ricomincia ad accelerare

MA TORNIAMO a noi, all'assunto di partenza: la curva deve durare il meno possibile. La prima cosa da fare, per rispettare questo presupposto, è capire bene qual'è quella parte di pista che va considerata curva e quale no.
Per far questo, basta ricollegarsi al concetto del gas chiuso o aperto, che ci fa dire: "Curva è tutta quella parte di pista che si percorre a gas chiuso". E di conseguenza "Rettilineo è tutta quella sezione di pista che si percorre con il gas aperto, completamente o parzialmente". Tradotto in immagini: la curva va dall'inizio della frenata al punto di corda, il rettilineo comincia al punto di corda e finisce al punto di staccata.



Qualcuno di voi non è ancora convinto? Allora vi rimandiamo a quanto scritto (e illustrato) nell'articolo dedicato alla frenata, dove abbiamo spiegato che più il pilota diventa veloce, più è portato a scoprire che la frenata può essere ritardata e prolungata fino... fino al punto di corda! Da qui la domanda: Pensate che esista un pilota al mondo che abbia voglia di aprire il gas in curva quando in curva il suo unico pensiero è di sfruttare l'azione frenante (prendendo dei bei rischi...) fino al punto di corda? Avete presenti quelle belle immagini che ad ogni gran premio della MotoGP ci illustrano i movimenti della mano destra dei piloti e ci lasciano vedere anche un po' di panorama attorno? Quello che vediamo sono le dita che rilasciano pian piano il freno mentre la moto

scende in piega, fino a quando improvvisamente lo mollano. Proprio in quel momento il pilota riprende in mano il gas e vediamo la moto allontanarsi dal cordolo interno alla curva.

Il pilota fa solo due cose: o frena o accelera

QUESTO tipo di guida, in cui in realtà, per risparmiare tempo, la fase di percorrenza è stata inglobata dal pilota nella frenata, è possibile solo a certe condizioni: bisogna essere piloti espertissimi e avere a disposizione moto, gomme e sospensioni di eccellente qualità.

Per tutti coloro che non rientrano in questa categoria, il suggerimento è: finire la staccata quando le ruote sono ancora quasi verticali e imparare bene l'arte della percorrenza a gas chiuso fino al punto di corda.
Per ottenere una buona percorrenza abbiamo detto poco sopra che è indispensabile lasciare alla moto una velocità sufficiente a sostenere la piega. La maggior parte dei motociclisti frena troppo prima di entrare in curva.
Altra cosa indispensabile è scegliere la marcia corretta. Il 90% delle curve di tutti i circuiti del mondo si percorrono in seconda o terza marcia. Ma ognuno deve scegliere il rapporto in base soprattutto alla sua velocità di percorrenza. Più che il rapporto, ciò a cui dovete prestare la massima attenzione è il regime di rotazione del motore. Il rapporto selezionato risulterà corretto, in relazione alla vostra velocità di percorrenza, se vi permetterà di arrivare al punto di corda, a gas completamente chiuso, con il regime di rotazione che sarà sceso più o meno a metà del regime di rotazione massimo della vostra moto se si tratta di una quattro cilindri, o poco sotto la metà se si tratta di una bicilindrica. Se, ad esempio, usiamo una 600 giapponese con zona rossa a 15.000-16.000 giri, dobbiamo usare il rapporto che al punto di corda, a gas ancora chiuso, ci permette di essere sempre al disopra dei 7-8.000 giri. Se ci rendiamo conto di essere sotto questo regime, siamo arrivati al punto di corda entrando troppo piano o abbiamo usato un rapporto troppo alto. O una combinazione delle due cose.
Un altro errore tipico del pilota poco esperto è quello di impiegarci una vita a scendere in piega. E questo ci porta inevitabilmente fuori dalla traiettoria ideale. Quando si decide di inserire, la discesa in piega deve essere fulminea. A metà curva (cioè a metà strada fra la fine della frenata decisa e il punto di corda) il ginocchio deve essere già a terra e la moto deve aver già raggiunto l'inclinazione massima. Se operiamo con questa rapidità, al punto di corda ci ritroveremo con il ginocchio sopra al cordolo interno e la ruota anteriore puntata verso la traiettoria d'uscita. Così facendo davanti al nostro sguardo si apre il rettilineo che comincia proprio da lì. Se invece scendiamo in piega come dei bradipi addormentati, raggiungeremo la nostra massima inclinazione ben oltre il punto di corda (cioè in rettilineo) e lontani, lontanissimi dal cordolo, con lo sguardo che ancora vede soltanto lo spazio di fuga esterno alla curva. Insomma, dove il pilota ha già finito di curvare e opera in accelerazione, con in testa già attivo il "programma rettilineo", noi navighiamo disperati alla ricerca di una rotta che non troveremo mai, perdendo secondi a manciate e rischiando 'arresto per vagabondaggio...

Clicca QUI la Guida Continuaaaa........e ora ANDIAMO DI MANICO AMICI, CON L’ACCEEELE RAZIONEEEEE…A TUTTO GASSSSSSSSSS 


ven apr 08, 2011 7:58 am
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