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 Sospensioni Prima Parte 
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Messaggio Sospensioni Prima Parte
Conoscere tutti i segreti dell'asserto

Croce e delizia di ogni pistaiolo, le sospensioni influiscono molto sul rendimento e sulla sicurezza di guida
E ARRIVATO il momento di parlare di sospensioni e di assetto. Croce e delizia di tutti i frequentatori delle prove libere.
In effetti, il nostro "corso" di guida veloce non poteva dirsi completo se non avessimo preso in esame questo particolare aspetto della messa a punto della moto. Aspetto che, ahinoi, diventa troppo spesso fonte di errori, di scarsa sicurezza e di giornate (e soldi) buttati al vento. Andare in pista e cercare "il tempo" significa cercare il limite di se stessi e del proprio mezzo meccanico. E data la sofisticazione oggi raggiunta dalle ciclistiche che ci vengono messe a disposizione, sappiamo bene che per trovare un miglioramento o alzare l'asticella del limite, si possa mettere mano proficuamente anche alle sospensioni, come magari abbiamo già fatto con gomme, freni, elettronica, motore o quant'altro. Non sarà mai un click in più o in meno a fare scendere di un secondo il tempo sul giro, ma la consapevolezza di poter contare su una moto perfettamente a punto quantomeno conferisce maggiore fiducia, di conseguenza ci ritroveremo ad andare più forte!
Il percorso verso la messa a punto ideale, purtroppo, è però lungo e faticoso, e spesso si intraprendono strade sbagliate.

Il primo passo sono sospensioni migliori

IL PRIMO consiglio che ci sentiamo di dare, soprattutto a chi gira spesso in pista, è quello di dotarsi di sospensioni migliori, anche se una moderna sportiva, diciamo una moto prodotta negli ultimi cinque sei anni, propone già una ottima base di partenza per la guida in pista. Si tratta di moto che a giudizio degli esperti ormai vengono prodotte per le corse e poi "adattate" anche per l'utilizzo in strada. Questo significa che distribuzione pesi, altezza da terra, rigidità delle molle e tarature idrauliche sono già molto vicine all'ottimale. Cosa offre allora un prodotto aftermarket per giustificare un investimento economico non trascurabile? La risposta è qualità e setting specifico. La qualità è migliore soprattutto I se si pensa al confronto con il ' monoammortizzatore di serie che ha generalmente una carenza: il circuito idraulico non è mai perfettamente spurgato, perciò l'olio tende ad emulsionare cambiando le sue caratteristiche fisiche e quindi la risposta dell'ammortizzatore. Non basta uno spurgo fatto bene, magari da un preparatore, per risolvere il problema, Perché entra in gioco anche il sistema con cui viene tenuto separato l'olio dall'azoto all'interno del "piggy back". Le tenute realizzate su un prodotto racing richiedono lavorazioni lunghe ed accurate che implicano alti costi che non sono ritenuti compatibili con un prodotto di serie. Purtroppo, abbiamo assistito negli ultimi due anni anche ad un progressivo "impoverimento" della qualità di certe forcelle di serie.



Per quanto riguarda invece il setting specifico, le macro aree su cui si lavora sono due. Per prima cosa nella cartuccia della forcella di serie negli ultimi 20 mm di corsa utile sono presenti delle strozzature che rallentano enormemente il passaggio dell'olio e quindi la velocità di affondamento. Sono indispensabili per la guida su strada per evitare danni in caso di urti contro marciapiedi o contro le profonde buche che purtroppo le nostre strade ci riservano. -->

VADEMECUM DEL PISTAIOLO

--> Senza questo accorgimento si rischierebbero fondo corsa devastanti per cerchi, pneumatici, telai e.,, ossa del pilota. Quindi farne a meno è sconsigliabile nella guida stradale, anche se si è un pilota provetto. Nella guida al limite in pista invece si rivelano controproducenti perché spesso si insiste in frenata proprio in quella parte di corsa e ci si ritrova con una forcella che "mura" e toglie feeling proprio nel delicato momento dell'inserimento in curva. Inoltre al momento dell'acquisto di sospensioni aftermarket solitamente i prodotti vengono forniti debitamente settati non solo per una determinata moto, ma anche per il determinato peso del pilota.


Una sola modifica alla volta e prendere nota…


GIÀ con questo setting base si possono ottenere ottimi risultati, ma volendo andare oltre vi proponiamo un piccolo vademecum utile per le prime regolazioni in pista, da seguire una volta certi di partire da una base equilibrata e di poter contare su prodotti perfettamente funzionanti.
Prima di iniziare però vanno tenute presenti alcune verità: ogni volta che si decide per una modifica all'assetto va toccata una sola regolazione per volta tenendo nota dell'operazione e delle impressioni ricavate per avere un buona cognizione del rapporto causa/effetto. Attenzione ogni regolazione porta vantaggi ma anche svantaggi. Un'altra verità è che partendo da un buon assetto base, il miglioramento del tempo sul giro dipende al 50% dall'assetto, ovvero dall'altezza della moto all'anteriore e al posteriore, per il 15% dalla scelta del K (costante elastica che indica le caratteristiche della molla) e dal precarico della molla, e per il restante 35% dalle regolazioni dell'idraulica su cui si deve intervenire solo dopo avere sistemato tutto il resto. Limitatamente all'idraulica invece, il registro più importante è quello dell'estensione e non della compressione.



…Fine Prima Parte, ora passiamo al livello successivo….ECCO LA SECONDA PARTE CLICCA QUI


mar apr 12, 2011 12:37 pm
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