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 Sospensioni Seconda Parte 
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Messaggio Sospensioni Seconda Parte
Il lavoro più difficile è la messa a punto

Cuore di ogni moto da corsa è il sistema di acquisizione dati che permette di analizzarne il comportamento. Vediamo come funziona nel caso delle sospensioni

NELLE pagine precedenti abbiamo introdotto il discorso sulle regolazioni delle sospensioni, dandovi tutte le indicazioni di massima per farvi capire come agire in base ai "sintomi" che registrate nel comportamento della vostra moto. Abbiamo anche accennato al fatto che le operazioni di regolazione vanno effettuate agendo su un solo parametro alla volta ed infine abbiamo sottolineato che per ogni problema ci possono essere diverse soluzioni. Aggiungiamo anche un'ultima importante annotazione: ogni miglioramento che si riesce ad ottenere in una data direzione, molto probabilmente ci costringe a qualche rinuncia su un altro aspetto del rendimento dinamico della moto.

Insomma, trovare il giusto assetto, è un po' come trovare la giusta posizione di una coperta che spesso si può rivelare corta. Sta al pilota decidere quale parte del giro di pista coprire e quale lasciare scoperta, per fare in modo che la somma finale sia il miglior tempo sul giro possibile.
Anche per questo è praticamente impossibile fornire delle indicazioni valide per tutti i piloti. Se uno è forte in frenata, farà una messa a punto che gli permette di sfruttare al meglio la sua dote, e quella messa a punto sarà completamente diversa, a parità di moto e di pista, rispetto a chi ha nella velocità di percorrenza in curva il suo punto forte.
Proprio per la difficoltà della messa a punto della ciclistica (tenete conto che anche il pilota, con le sue mille paturnie, è un bel fattore di "disturbo"), prima dell'avvento della gestione elettronica dei motori, il tecnico sospensionista era l'elemento più importante nello staff di un top team. Oggi è slato sostituito da quello che in gergo viene definito "elettronico", cioè colui che, computer alla mano, aiuta i piloti a trovare un decimo qua, un decimo là, mettendo a punto soprattutto erogazione del motore, controllo di trazione, sistema anti impennata, freno motore, ecc ecc.



Ma in realtà questo "mestiere" altro non è che l'evoluzione del tecnico sospensionista, che è stato il primo a dotarsi di sensori, centraline di raccolta dati e software dedicati per venire a capo del difficile compito della messa a punto.
Ci vuole davvero tanta esperienza
QUESTA lunga premessa ha lo scopo di spiegare che per raggiungere un assetto ottimale di una data moto, con date sospensioni, guidata da un dato pilota, su una certa pista, bisogna essere dei veri professionisti e bisogna essere dotati di mezzi professionali. Altrimenti si lavora improvvisando o fidandosi delle indicazioni del pilota, che spesso poi non vengono confermate dal cronometro... In questa seconda puntata dedicata alle sospensioni, vogliamo fornirvi, tramite alcuni esempi, un'indicazione sull'importanza dell'acquisizione dati per trovare la migliore messa a punto della moto. Prima di tutto, però, è doveroso fare una precisazione. Tanti motociclisti, parlando dei sistemi di acquisizione dati, usano impropriamente il termine "telemetria". In realtà, "acquisizione dati" è una cosa, "telemetria" un'altra. La prima indica tutto l'insieme di quegli elementi, dai sensori alle centraline, che permettono di registrare puntualmente cosa accade sulla moto, per fare poi in modo di analizzarne il comportamento attraverso l'uso di un dato software.
Telemetria indica invece un sistema (in uso in passato in Formula 1 e mai permesso, invece, nelle gare motociclistiche) attraverso il quale i tecnici al box erano non solo in grado di verificare in tempo reale cosa succedeva sulle auto mentre queste erano in movimento, ma anche addirittura di apportare modifiche in corsa. Il tutto attraverso un sistema di comunicazione via radio fra veicolo e box, Precisato quindi che sulle moto si può parlare solo ed esclusivamente di sistemi di acquisizione dati, dobbiamo chiaramente spiegare che si tratta di un lavoro per il quale è necessaria una grande competenza sia nell'installazione degli apparati di rilevamento, sia nella successiva analisi dei dati registrati. Va anche sfatato un mito: l'acquisizione non può sostituire le impressioni del pilota, bensì si affianca a queste ultime, per dare modo al preparatore di "tradurre" quando spiegato da chi realmente sta portando al limite il mezzo meccanico.

Così funziona l'acquisizione dati sulle moto

VEDIAMO in dettaglio a cosa può servire l'acquisizione dati per il setup delle sospensioni.
In prima istanza servono due sensori installati su forcella e ammortizzatore. Il termine corretto è "trasduttore di posizione" un sistema ad asta telescopica in grado di trasformare una grandezza fisica in ingresso in una grandezza in uscita di natura differente.
Il sensore solitamente è di tipo magnete resistivo,ma ultimamente si stanno diffondendo anche sensori
ottici ancora più leggeri e compatti, Nel nostro caso la grandezza in uscita sarà un segnale di tensione
proporzionale allo spostamento (e quindi alla posizione assunta dall'organo meccanico). Il segnale in -->


[COME LEGGERE L'ACQUISIZIONE
OGNI immagine dei grafici che pubblichiamo si riferisce ad un preciso tratto di pista. Nei grafici le linee sono di due colori: le linee blu sono i valori nel primo giro le linee verdi si riferiscono al passaggio dopo le modifiche all'assetto. ]



--> tensione deve poi essere registrato su un data legger che abbina ad un determinato istante una determinata posizione delle nostre sospensioni. Sulla moto andrà quindi installata questa centralina a cui andranno poi collegati anche altri sensori.
Con questo sistema base è possibile conoscere attimo dopo attimo durante il tempo sul giro la posizione delle sospensioni. Tramite un semplice algoritmo matematico (derivata rispetto al tempo) il software sarà poi in grado di dare anche le velocità di affondamento e, iterando nuovamente il processo, anche le accelerazioni a cui il sistema è sottoposto. Ma si può andare ben oltre! Conoscendo infatti la distanza percorsa dalla moto istante dopo istante si può sapere anche in quale punto esatto della pista la sospensione si comporta in un determinato modo. Sarebbe utile anche sapere se in quel determinato punto il pilota sta accelerando o (renando e in quest'ultimo caso quale freno sta utilizzando e quale è il contributo del freno motore. Ecco quindi che le grandezze da monitorare aumentano: servono i sensori di rotazione sulle due ruote (in modo da valutare se la posteriore sta scivolando o se l'anteriore sta impennando), un sensore di pressione sull'impianto frenante anteriore per valutare quando e quanto si sta frenando, e il TPS ovvero il throttle position sensor, l'indicatore di quanto il pilota sta ruotando la manopola dell'acceleratore. Se la centralina è la stessa che gestisce il motore questo segnale ovviamente è già acquisito. I sistemi di acquisizione più moderni implementano anche il segnale GPS, in questo modo si possono apprezzare graficamente anche le velocità e le traiettorie. Un sistema di questo genere è sicuramente complesso da installare e da gestire e non propriamente economico, ma è ormai comunemente adottato, almeno nei test, anche da team che corrono in campionati minori.



…Fine Seconda Parte, ora passiamo all’ultimo livello della guida….ECCO LA TERZA E ULTIMA PARTE CLICCA QUI


mar apr 12, 2011 12:35 pm
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